Relatore alla conferenza internazionale

Looking for a different Europe. Reflections and perspectives

I panel: Equity, growth, solidarity: The three pillars of the future European Union

 

Per celebrare il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, la FEPS (Foundation for European progressive studies), con le Fondazioni Eyu, Fes,Italianieuropei, Jean Jaurès, Pablo Iglesias e Robert Krieps – ha prmosso questa conferenza internazionale , che si svolgerà il 21 marzo 2017, dalle ore 9.00 alle ore 14.00, presso il Senato della Repubblica italiana – Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari – in via della Dogana Vecchia 39.
L’evento, che pure celebra uno dei momenti più significativi nel processo di integrazione europea, non era finalizzato ad una mera rievocazione storica, ma intendeva stimolare riflessioni critiche sull’attuale situazione economica e politica, con l’ambizione di fornire uno sguardo di prospettiva sul futuro dell’UE. Rappresentanti di istituzioni comunitarie, parlamentari italiani ed europei, sociologi, accademici, scienziati politici ed economisti (nazionali ed internazionali) sono stati chiamati a confrontarsi sulle principali sfide che oggi minacciano la solidità e la credibilità del progetto europeo.

Nel primo panel, interamente dedicato alla questione economica, ci si è interrogati su come superare le attuali misure di austerity a favore di nuove politiche che siano in grado di conciliare la crescita con l’equità sociale e la solidarietà economica. Nel secondo, invece, si è affrontato il tema della crisi delle moderne democrazie rappresentative e la conseguente affermazione di forze populiste nello scenario europeo. La sfiducia verso la politica e la disaffezione dei cittadini nei confronti di partiti ed istituzioni, soprattutto nelle giovani generazioni, è un problema che l’Unione europea è chiamata a risolvere, soprattutto a partire da un processo di integrazione più aperto ed inclusivo.

 

Il mio intervento in sintesi:

C’è bisogno di più crescita, di politiche fiscali e di investimento da associare a quella monetaria che da sola non ce la fa a mantenere e a rilanciare la crescita in Europa.

Va però scongiurata una crescita intesa solo in termini quantitativi che da sola non basta e finora ha premiato pochi e lasciato indietro tanti, creando malcontento nei cittadini. Dobbiamo puntare su una maggiore inclusione, con politiche sociali che aiutino a diffondere i risultati e le risorse in più che si creano. A livello macroeconomico la politica fiscale europea non può essere solo la somma di tante politiche nazionali. C’è bisogno di una strategia europea complessiva che porti verso una diversa Europa. Per questo anche di più solidarietà tra i paesi dell’Unione europea. Tornare all’Europa delle nazioni sarebbe un’illusione devastante e si perderebbe di ‘sovranità’. Bisogna costruire e adottare strumenti comuni, come la capacità di investimento europea. Questa solidarietà non va a vantaggio solo di alcuni paesi ma è nell’interesse generale. É dunque giusto chiederla a fronte di garanzie di affidamento a livello dei singoli paesi.

In ultimo le politiche di solidarietà e equità non sono politiche da sviluppare a latere ma insieme a quelle macroeconomiche per una maggiore crescita. L’unica strada per un rilancio dell’Europa che sia sostenibile

 

Programma: http://www.feps-europe.eu/assets/0f95a6c3-cfd9-4572-a3d1-4a8190e37961/2017-03-21-rome-treaties-conference-programmepdf.pdf

Approfondisci: http://www.feps-europe.eu/en/news/924_looking-for-a-different-europe-reflections-and-perspectives

 

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Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani – Senato della Repubblica – Roma